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Storia

Dalla fondazione ai giorni nostri

La fondazione di Scarperia risale al 1306, precisamente il 7 settembre, quando la Repubblica Fiorentina volle creare una base per il controllo delle principali vie di comunicazione, dopo aver sconfitto la famiglia degli Ubaldini che possedevano il feudo del Mugello, distruggendo il simbolo del loro porere, il castello di Montaccianico.
Già nel 1299 Firenze aveva deliberato la creazione di nuovi centri abitati attorno a lei al fine di controllare meglio gli eventuali nemici e di dare lavoro ai numerosi abitanti.

Finalmente il 18 luglio del 1306 decise la costruzione di una 'terra nuova' che sarebbe stata chiamata Castel San Barnaba e che corrispondeva all'area chiamata scarperia per via del vicino pendio che portava al Passo del Giogo.
Furono chiamati ad abitare il nuovo borgo coloro che risiedevano nelle campagne attorno; ad essi fu promessa l'esenzione dalle tasse se avessero costruito lì la propria casa.
Nel 1415 la località fu scelta come sede del vicario, funzionario amministrativo e legislativo della provincia di Firenze.
Ormai il nome originale di Castel San Barnaba era decaduto per lasciare spazio al nome della terra così com'era stata da sempre chiamata,  Scarperia appunto.
Egli soggiornava presso il castello che fu allargato e divenne di fatto il Palazzo dei vicari.

Sulla facciata di questo edificio ogni funzionario apponeva il proprio stemma, è pertanto        possibile attualmente vedere questa facciata tappezzata di stemmi.
L'importanza di Scarperia crebbe grazie alla sua posizione all'incorcio delle vie principali in particolare quella del Giogo che la collegava con Bologna e in generale con il nord.
Abbondavano locande, alberghi ed osterie ma anche le botteghe artigiane, in particolare la popolazione si era specializzata nella forgiatura del ferro e nella produzione di coltelli, tradizione che è continuata fino ai giorni nostri.
Nel Settecento, passata sotto il governo dei Lorena, perse purtroppo la sua importanza dal momento che vine aperta una nuova strada che passa per la Futa nel 1752.
Solamente nell'Ottocento riprese lentamente il suo valore grazie anche ad una serie di modifiche strutturali ed edili come l'abbattimento delle mura e delle porte e la ristrutturazione di Palazzo dei Vicari.Tuttavia un grosso colpo all'economia fu dato dalla legge di Giolitti che nel 1908 vietava il commercio libero di coltelli più lunghi di un palmo di mano.